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Mondiali 2026 La 23ª Coppa del Mondo FIFA
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Trasmissione Wednesday, May 6, 2026

La RAI ha comprato un Mondiale senza Italia: come si racconta un torneo che non ti riguarda

Per la terza edizione consecutiva la Nazionale resta a casa. Eppure la RAI manda 28 telecronisti in Nord America, ha riacquistato i diritti per oltre 60 milioni di euro e affronta la sfida editoriale più strana del suo palinsesto sportivo: tenere acceso un Paese davanti a un torneo da cui è esclusa.

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Q uando il 26 marzo 2026 la Bosnia ha vinto ai rigori la finale dei playoff europei contro l'Italia, la RAI aveva già firmato il contratto di trasmissione del Mondiale. La domanda commerciale che ne è seguita è la più scomoda che il broadcaster pubblico italiano abbia affrontato in vent'anni di copertura del calcio: cosa fare di un Mondiale che il pubblico italiano probabilmente seguirà con un occhio solo, e con il telecomando rapido sul telecomando.

I numeri del 2022 sono il riferimento da non illudersi. Quando la Nazionale era assente in Qatar, l'audience media RAI per le partite del torneo è stata circa il 35% inferiore al Mondiale 2018, anch'esso senza azzurri. Le finali con Argentina e Francia hanno comunque tenuto: 12 milioni di spettatori per la finale del 18 dicembre. Ma le partite del girone, soprattutto nei pomeriggi feriali e nelle prime serate, hanno sofferto.

La RAI ha pagato circa 64 milioni di euro per i diritti di Mondiale e Mondiali femminili 2027 messi insieme, con possibilità di sublicenza per Sky Sport per i contenuti ad alta intensità. La trasmissione del torneo è affidata a Rai 1, Rai 2 e RaiPlay, con la finale del 19 luglio (alle 21:00 ora italiana) confermata come evento di rilevanza nazionale. Il fuso orario nordamericano aiuta: la maggior parte delle partite cade tra le 18:00 e le 03:00 italiane, una finestra ampia ma in gran parte fuori da prime time.

Il problema editoriale è diverso. Senza Italia, su quale storia si costruisce la copertura quotidiana? Le strade scelte da Viale Mazzini sembrano essere tre. La prima è la storia del rivale storico: Argentina campionessa, Messi a 38 anni, Lionel Scaloni come narratore. La seconda è la rivincita del Sud America – Brasile guidato da un italiano, Carlo Ancelotti, dettaglio che la stampa italiana ha scoperto di amare nel corso del 2025. La terza è la geografia: tre Paesi ospitanti, sedici città, una sfida di copertura che la RAI presenta come la sua più ambiziosa di sempre.

Sul fronte umano, gli inviati sono già confermati. Alberto Rimedio sarà la prima voce per la finale e per i quarti più importanti. Antonio Di Gennaro affianca come commentatore tecnico. Paola Ferrari conduce dallo studio di Milano con collegamenti quotidiani da Los Angeles, New York e Città del Messico. Sul digitale, RaiPlay punta su una verticale di clip e podcast realizzati da redattori sotto i 35 anni, con l'obiettivo di catturare il pubblico che il calcio Mondiale lo guarderà su TikTok prima ancora che sulla rete generalista.

Il rischio è chiaro: una stagione di ascolti modesti che diventerebbe la quarta consecutiva di crisi della copertura calcistica RAI. La possibilità è altrettanto chiara: se il torneo produce una storia – Argentina che alza di nuovo, Spagna che torna sul tetto del mondo, una sorpresa africana o asiatica – la RAI ha un mese per raccontarla a un Paese che continua a guardare, anche quando è fuori. Restano 36 giorni alla prima palla.

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